C02 – la musica entra in carcere

co2

L’ascolto consapevole e non distratto della musica registrata, appartenente ai generi più diversi, consente ai detenuti di rimettere in moto un “sentire” atrofizzato da anni di detenzione. A dirlo sono i risultati di tre anni di sperimentazione – nelle carceri italiane di Opera, Monza, Rebibbia Femminile e Secondigliano  – del progetto CO2 di Franco Mussida, sostenuto dal Ministero della Giustizia e sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, che saranno presentati il 13 giugno dal dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia nel convegno Le chiavi nascoste della Musica. 

CO2 è un progetto in cui si sposano con serietà e rigore, la scienza musicale con la psicologia. Il cuore di CO2 è un’audioteca non più divisa per generi musicali, ma per grandi stati d’animo prevalenti. CO2 è la metafora di controllare l’odio, un veleno fatto dei peggiori umori e sentimenti, una sorta di un’anidride carbonica (CO2) che incentiva un clima che divide, separa, porta allo scontro, alla guerra. Il senso del progetto è quello di lavorare consapevolmente con le forze della Musica al fine di ampliare l’orizzonte emotivo di chi nelle carceri subisce questo clima, offrendo la gioia di respirare, ascoltando Musica, l’arcobaleno emotivo di tutti gli altri sentimenti, limitando così l’incidenza di quell’invisibile veleno emozionale. I brani sono codificati in 9 grandi famiglie di stati d’animo (stabile, chiuso, malinconico, sereno, dubbioso, calmo, gioioso, nostalgico, innamorato) e rimandano a due sottogruppi per un totale di 27, offerti sotto forma di Emoticon.  I detenuti, assistiti settimanalmente da musicisti, hanno svolto un percorso di ascolto personalizzato di migliaia di brani di sola musica strumentale, suggeriti da musicisti e da amanti della musica in relazione a uno schema messo a punto da una equipe di psicologi e sociologi. L‘ambizione è quella di caricare nel database a 20mila pezzi e ampliare la rete delle audioteche; al momento in programma per le carceri di Torino, Trento, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Palermo, Cagliari. È attivo il sito co2musicaincarcere.it che permette a tutti di suggerire brani della storia della musica strumentale di tutti i generi.

logoco2Le chiavi nascoste della Musica
Università di Pavia, Aula Magna
13 giugno 2016
ore 9.30-18

Presenti al Convegno a Pavia le massime autorità del D.A.P. (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria): dott. Massimo De Pascalis, dott. Luigi Pagano, i direttori ed educatori dei quattro carceri, una rappresentanza degli agenti della Polizia Penitenziaria coinvolti, e una selezione dei detenuti che presentano le loro tesi: “Programmazione settimanale di Musica da diffondere negli spazi di passaggio, conviviali e di lavoro dei quattro carceri”. Tra i tanti ospiti che sono stati invitati e che manifestano una particolare sensibilità alle problematiche del mondo carcerario o che operano nel disagio giovanile, segnaliamo: il già magistrato Gherardo Colombo, il sen. Luigi Manconi, il prof. Renato Balduzzi, don Antonio Mazzi (comunità Exodus), don Gino Rigoldi, Achille Saletti (comunità Saman), Roberto Vecchioni, Mario Lavezzi (in rappresentanza degli autori SIAE) oltre a imprenditori della società civile interessati a valutare l’impiego di questo metodo di ascolto in ambiti in cui lo stress lavorativo è forte, o in strutture assistenziali. Qui il programma del convegno

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