Dobbs & Caine: passato e gioventù
Racconti del Camerino

Mi sono chiesto: “Ma perché mettere insieme due cognomi così diversi, due personaggi sideralmente lontani, quasi uno specchio l’uno dell’altro?”

…Perché, caro Paolo, – mi sussurra Michael Dobbs con il suo critallino Queen’s English – la politica è teatro, ha bisogno di un’arena, di un pubblico, ma anche di cattivi e di buoni. La ‘gente’ è assai meno pacifica di come viene dipinta e, spesso, assetata di sangue. Devo dire che sono sempre stato attirato dal cinismo e dai personaggi che riescono a celare i sentimenti dietro un velo di cortesia e di disarmante semplicità che non rasenta mai l’affettazione. E gli inglesi in tutto ciò sono dei gran maestri.  Michael Dobbs, oltre ad essere stato politico, gran comunicatore, redattore dei discorsi della Lady di Ferro e responsabile di quasi tutto ciò che di lei si è venuto a sapere, è anche un autore letterario-televisivo di grande successo. La sua House of Cards, trilogia trasposta in una serie televisiva inglese e americana, è l’esempio lampante di quanto l’uomo sappia di comunicazione. Quando Fabio entra in camerino per chiaccherare con lui e parlargli dell’intervista, lui si mostra accondiscendente, gentile e perfino ossequioso. Risatine soffocate, cenni di assenso, mai un accenno d’imbarazzo. D’altronde si sa, un inglese preferisce uccidere che creare imbarazzo fra gli astanti nel corso di una conversazione. Come prevedevo: nulla di fatto. L’intervista sarà una sorpresa e nel corso dell’intera diretta aleggerà – volando a bassa quota – lo spirito della signora Thatcher. Io, per cercare un minimo di empatia, butto li che uno dei miei amici londinesi era Robert Bruno, il parrucchiere della Lady di Ferro. Davvero? Mi dice, spalancando finalmente gli occhi per la sorpresa. Lo conoscevo bene, mi dice, lui era sempre il più mattiniero e, mentre pettinava la signora Thatcher, si sorbiva le mie relazioni e programma della giornata. Bene, almeno sono riuscito a stabilire un minimo di complicità con questo signore che sembra essere l’incarnazione della nonchalance.

Di tutt’altra pasta l’altro ospite di domenica, anche lui Sir Michael, ma Caine non Dobbs! Arriva e riempie il cortile degli studi con la sua presenza. Viso segnato da rughe lievi e profonde, i suoi impareggiabili occhi che sono più mobili ed evocativi del suo sorriso, seppur altrettanto famoso. Statura notevole, aumentata dal portamento eretto e dai movimenti pacati e regali. Lo accompagna Shakira, sua moglie, bellissima signora che ebbe l’onore di classificarsi al quarto posto quando, un po’ di anni or sono, partecipò al concorso per l’elezione di Miss Mondo. Un Re e una Marahani. Li faccio accomodare nel camerino e siedono tranquilli. Sir Michael si informa sulla trasmissione, chiede che gli venga tradotta integralmente, vuole capire com’è Fabio in scena. Sorrdono entrambi alle battute di Gianni Mura e vogliono sapere tutto di Eros Ramazzotti.

Sir Michael dividerà la scena con Paolo Sorrentino, il regista di La Giovinezza, uno stupendo film che narra la storia di una vacanza di due signori attempati e del perchè uno di loro, direttore d’orchestra, non voglia ripresentarsi in pubblico a dirigere per la Regina. Sir Michael è un grandissimo attore e un grandissimo seduttore, ma anche un grande narratore – lo dimostrerà in trasmissione snocciolando una serie di aneddoti assai ilari – riuscendo a deviare una conversazione che avrebbe potuto imboccare il versante della tristezza, in uno scoppiettante botta e risposta fra lui, Paolo e Fabio.  Tant’è che ci serve su un piatto d’argento anche il gran finale. Alle feste, non indossate mai scarpini da sera di velluto se siete divenuti attori famosi perché dovesse mai capitarvi di andare alla toilette e di trovarvi in piedi davanti a quei famosi oggetti tanto celebrati da Duchamp, e il vicino – meno famoso di voi – dovesse riconoscervi e trasalire per la sorpresa della situazione, evitereste il rischio di un involontario zampillo sugli scarpini!!!! A me, non resta che dirvi: ”Larga la foglia, stretta la via…dite la vostra che ho detto la mia!”.

Vi lascio: per quest’anno non ho più impegni in trasmissione. Spero vi siate divertiti, abbiate sorriso, vi siate arrabbiati e mi abbiate perdonato le imprecisioni e le papere prese, trattenute e, raramente, evitate.

Vi auguro un’estate serena, e come diceva il mio amico Guglielmo Shakespeare: la bellezza dei mattini d’estate, vi accompagni e ci faccia ritrovare ancora per la prossima stagione! Un abbraccio!!!!

Paolo Maria Noseda

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