ANNIE LENNOX: UNA DI NOI!

foto

 

Se c’è una cosa che Annie ha di diverso dalla maggior parte di noi è che non hai bisogno di chiedere se è arrivata in camerino: sai, ti accorgi, senti, che c’è! Carisma, direte voi. Carisma, ci siamo detti io e Antonella Zucchelli, la collega che sarà la sua voce. La senti, la percepisci e sai che dietro a quella porta con il suo nome c’è lei.
E’ silenziosa, taciturna, quasi. Ma si anima e si infervora quando parla di ciò che le interessa e quando ride il suo volto – uno dei pochi miracolosamente e splendidamente senza ritocchi – si illumina dalla luce incredibile che parte dai suoi occhi.
Sorride radiosa anche quando, chiacchierando con noi delle sue numerose attività di aiuto e del suo volto donato come testimonial per tantissime campagne benefiche, le dico che Oxfam – l’associazione composta da 17 organizzazioni che operano in 94 Paesi del mondo per sconfiggere la povertà e la disuguaglianza – è il mio sarto di fiducia da quasi 25 anni. Ha negozi in cui puoi portare ciò che non serve più, e che loro mettono in vendita a prezzi abbordabilissimi per aiutare i poveri. Ho sempre trovato fantastici capi e oggetti vintage, l’ultima meraviglia che ho visto era la valigetta verde acqua da “garden tea” anni Cinquanta, fornita di tutto l’occorrente per un British high tea delle cinque sull’erba.
Annie chiacchiera ma arriva l’ora della prova e immediatamente si trasforma in una professionista-perfezionista. Si impadronisce della scena, vuole anche un sound check della traduzione. Detto, fatto! Tutto funziona. Eppure, non paga, mi chiede che accadrebbe in caso di guasto al suo auricolare. Non ti preoccupare, sentiresti la traduzione direttamente dagli altoparlanti in sala, ma non è mai accaduto. Non importa, risponde. E se neppure così dovesse funzionare? Uno di noi si paleserebbe in scena, siamo giusto li dietro. Non voglio sembrare un burattino, risponde preoccupata. Beh, se riguardate il video con la sua intervista il tempismo fra domanda e risposta ci rende giustizia. Tuttavia, grazie Annie, perché ci diciamo io e Antonella, anche noi siamo iperscrupolosi e esigiamo controlli ogni volta che entriamo in cabina.
Annie è anche generosa: Pia Rossi, creatura magica del nostro paradiso sartoriale, le chiede un autografo inusuale su un abito fantastico che oggi indossa per l’occasione, e lei, divertitissima le lascia il nome e un fiorellino su una manica!
Anche Fabio è intrigato dalla sua personalità, al punto da decidere di non essere tiranneggiato dall’implacabile necessità di dover trasmettere la pubblicità a un orario prestabilito e le pone un paio di domande, dopo la “sua” interpretazione di “I put a spell on you” dall’album Nostalgia. Bellissima questa manciata di minuti regalata che ci permette di trascorrere con lei qualche istante in più di quelli deputati a cantare un pezzo.

Scopriamo una cosa che ce la farà amare ancora di più: lei tesse l’elogio dell’ interpretazione. Dice convinta: ci vuole l’arte del saperla interpretare, altrimenti è solo karaoke, e un grande successo si trasforma solo in un’imitazione.
Interpretare: una forma d’arte. Wow!
Io e Antonella ci guardiamo nella nostra cabina e ammiccando pensiamo entrambi: grazie, Annie, sei proprio una di noi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *