La finzione specchiata: Giuseppe Chiara racconta la scenografia 2014-15

beppeUna vera e propria rivoluzione visiva per questa stagione 2014-15, racconta Giuseppe Chiara, che firma da qualche anno la scenografia di Che tempo che fa, appuntamento fisso della domenica sera al quale si affianca Che fuori tempo che fa, la nuova formula ideata per il sabato sera.

Due programmi, quindi due studi diversi? Lo studio è lo stesso in entrambe le serate, spiega Beppe, ma abbiamo creato una doppia immagine proprio per differenziare  la puntata del sabato da quella della domenica, che mantiene invece continuità con le edizioni degli anni precedenti

Quali sono gli elementi che caratterizzano la scenografia del sabato? Innanzitutto la scelta di nuova immagine grafica, la presenza di effetti luminosi su plexiglass e la presenza di un grande tavolo trasparente che sostituisce  l’ormai consueto desk motorizzato.

Parli di una nuova immagine grafica… lo scorso anno grazie a un’intesa col Teatro alla Scala avete utilizzato dei bellissimi fondali, come cambia la proposta scenografica? E’ un po’ diversa, continua Beppe, anche se come lo scorso anno abbiamo voluto mantenere forte il richiamo dell’intero impianto scenico al teatro. Ci sono continue citazioni al teatro. C’è il fondale, che è costituito dalle bellissime fotografie di Massimo Listri, c’è  la presenza dei tre schermi led wall posti su due piani di profondità diversi che aiuta a costruire nello studio un interessante gioco prospettico. Il led wall di fondo, che quest’anno sostituisce i fondali della Scala, viene poi messo in risalto da un boccascena e dalla cornice realizzata con strutture a traliccio in legno. Ma le citazioni e i rimandi al teatro sono ancora tante:  oltre al boccascena, ai sipari coi drappeggi, le macchine sceniche, la galleria e la platea per il pubblico.  Questa struttura tipicamente teatrale serve a bilanciare il delicato equilibrio visivo e mentale con la moderna tecnologia, rappresentata dagli schermi a led,  e anche col post-industriale, che viene ingentilito da fregi e decori in stile liberty.

E la domenica? La grafica ideata da Duccio Forzano per l’edizione domenicale sfrutta soprattutto  il grande schermo led wall a specchio, che riesce a creare effetti tridimensionali veramente sorprendenti.  Sullo schermo sono proiettate strutture grafiche in movimento, è un modo per destabilizzare, per cancellare i consueti punti di riferimento spazio-visivi, per offrire allo spettatore un punto di osservazione meno scontato e più partecipato e coinvolto. L’ uso dello specchio inoltre fa in modo che lo studio sfrutti una profondità illusoria, come se fosse un doppio spazio metafisico, che in televisione appare reale tanto quanto l’altro.

Che gioco hanno le luci, in questa scelta?  Direi fondamentale. Tutto resta  in perfetto equilibrio grazie alle luci di Raffaello Imparato, la parte reale illuminata e la finzione specchiata interagiscono con armonia,  donando allo studio la giusta celebrazione dell’ evento.

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