5 maggio 2012

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L’amministratore delegato di Yahoo!, Scott Thompson, è nei guai: per anni ha spacciato una laurea in contabilità e informatica che non esiste. In America sono scandalizzati. Una laurea falsa, ma ti rendi conto! Da noi non potrebbe mai accadere. Anzi, per sostituire il falsario mi permetto di segnalare ai dirigenti di Yahoo! un giovane italiano laureato in Gestione Aziendale. Un mostro di bravura che in un solo anno ha dato gli esami di tre. E che esami! Contabilità finanziaria, econometria, statistica, basi del diritto, matematica generale e matematica applicata. Il tutto prima ancora di aver finito il liceo. E in un ateneo estero, poi. Stiamo parlando dell’ennesimo cervello in fuga che, non potendo permettersi i costi delle nostre università è stato costretto a laurearsi a Tirana. E c’è riuscito, pensa, senza sapere una parola di albanese. Di più: senza neanche mai recarsi fisicamente in Albania. E’ di persone simili che abbiamo bisogno. Ma non dobbiamo esserne gelosi. Io sarei felice di imprestare il nostro piccolo genio a Yahoo!: ladies and gentleman, Doctor Trout. Il Dottor Trota. Trofta in albanese. Nel diploma di laurea ha sbagliato la data di nascita. Non sa neanche quella. Da vent’anni la Lega vomita insulti contro africani e albanesi e poi che fa? Investe soldi in Tanzania e compra lauree in Albania. Ma questi non sono dei truffatori. Sono dei masochisti.
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L’allenatore Delio Rossi ha sbagliato a prendere a cazzotti il giocatore Ljajic, che aveva insultato sua madre in serbo (evidentemente Rossi si è laureato a Belgrado). Chi alza le mani si mette sempre dalla parte del torto. Eppure tanti si identificano in lui. Perché? C’è un bisogno disperato di riaffermare delle regole. Un tempo i padri e i professori erano spesso dei padroni bigotti e violenti. Poi si è passati all’eccesso opposto. Insieme all’arbitrio è caduto anche il principio di autorità. Mentre un ragazzo, per crescere, ha bisogno di punti di riferimento precisi: i padri, i professori, gli allenatori non sono dei fratelli maggiori e neanche dei compagni di giochi. Sono degli adulti. Uno sporco lavoro, ma qualcuno in questo paese di eterni bambini, deve pur farlo.
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Non mi sento invece di difendere il signor Luigi Martinelli, l’ex proprietario di un’impresa di pulizie del Bergamasco che dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da 2000 euro (gli arretrati del canone Rai) è entrato in un’agenzia delle entrate con un fucile e due pistole, sparando un colpo al soffitto e tenendo in ostaggio per sei ore un impiegato. Sarà anche un brav’uomo, non lo metto in dubbio. Sicuramente è un uomo atterrato dalla crisi e questo ha fatto scattare il meccanismo di identificazione. Ma non si giustificano i giustizieri: ricordiamoci sempre che la liberazione indiscriminata degli istinti umani induce le società spaventate a partorire le dittature. Detto questo, mi hanno sconvolto certi commenti: “Tutto per un debito di soli 2000 euro…” Soli 2000 euro? Ma abbiamo idea di quanto siano 2000 euro per la maggioranza delle persone? Una montagna impossibile da scalare, quando la banca stringe il credito, il cliente non paga, gli amici spariscono. Certo, è assurdo morire per le tasse, anche oggi a Pozzuoli un uomo si è sparato alla testa lasciando scritto: la dignità vale più della vita. E’ la disperazione cupa di chi non riesce più nemmeno ad alzare la testa, perché quando la alza non vede una classe dirigente in grado di indicare soluzioni, ma una casta di parolai abbarbicati ai propri privilegi e una processione di sacerdoti del libero mercato che officiano una messa triste, fatta di numeri senz’anima. Le persone più fragili si disperano fino a impazzire perché il potere non li ascolta e quando parla non usa il linguaggio della speranza, ma quello della paura. La legge darwiniana del liberismo non può selezionare i suoi protagonisti sulla base di impazzimenti e suicidi. Tocca alla politica, o a chi ne fa le veci, togliere la buccia ai numeri, fino a trovare le persone, capirle, rassicurarle. Distinguere fra evasori totali con yacht a carico e poveri cristi che si arrabattano da italiani, non da tedeschi, e per i quali il rigore alla tedesca è una cura che guarisce la malattia ma uccide il malato.
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Per fortuna c’è anche un’altra Italia che affiora dalla crisi. “Fermi tutti, è una rapina” grida un disoccupato nell’ufficio postale di Porto Empedocle. Ma le persone in coda non si spaventano e lo inducono a raccontare la sua storia. Il lavoro che manca da troppo tempo e due figli piccoli da sfamare. Alla fine del racconto quelli della fila organizzano una colletta e raccolgono cento euro per il rapinatore. Risaliamo l’Italia fino a Volvera, provincia di Torino, dove una donna separata di 39 anni ha perduto il lavoro in un panificio da quando è dovuta restare a casa per curare la figlia di 5 anni malata di leucemia. Paga 550 euro di affitto, ne prende 800 dalla cassa integrazione e 150 dal marito come alimenti per la piccola. Il 16 maggio mamma e figlia saranno sfrattate. L’intero paese di Volvera si mobilita con volantini e pagine su Facebook. Mercoledì ci sarà un sit-in per impedire lo sfratto. Questa è la crisi. Non numeri. Non statistiche. Esseri umani. Anche nel dramma a lieto fine dell’agenzie delle entrate, abbiamo visto all’opera un impiegato di Equitalia, Carmine Mormandi, che ha trascorso 6 ore con un fucile puntato addosso eppure non ha avuto una sola parola d’odio per il suo sequestratore. E il vicebrigadiere Roberto Lorini che ha evitato la tragedia mettendosi al fianco del sequestratore e inducendolo a parlare, a sfogarsi, a non sentirsi solo. Alla fine gli ha passato pure la propria moglie al telefono. Prima di lasciarsi mettere le manette, il sequestratore ha voluto stringergli la mano. Se questo Paese si salverà è perché ci sono ancora un mucchio di persone laureate in Umanità. Una laurea che neanche il Trota potrà mai comprare.
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Siamo ai saluti finali e vorrei ringraziare tutti: i telespettatori, gli autori, Filippa, lo staff e Arnaldo Greco, che mi ha aiutato a confezionare le notizie della settimana, anche se lui vorrebbe che ci fosse più varietà: sei notizie su Maradona e la settima su Cavani. E naturalmente ringrazio te. La fidanzatina di Obama ai tempi dell’università ha rivelato in un libro che quando nei momenti di intimità lei gli diceva “Ti amo”, lui rispondeva “Grazie”. Anch’io ti dico Grazie. E non pretendo neanche che tu mi risponda Ti amo.

8 Responses to “5 maggio 2012”

  1. Andrfea Nannini says:

    Massimo Gramellini si conferma un giornalista e scrittore con doti fuori dal comune. Ma soprattutto, quello che mi colpisce, è la sua grande umanità priva di cinismo.
    Va a lui un immenso grazie per lq sua rubrica del sabato sera a Che tempo che fa, che cerco sempre di non perdere. Anche lui rappresente quell’Italia migliore che si sforza sempre di raccontare.

  2. rosario equizzi says:

    Gent.mo Massimo Gramellini, seguo spesso la trasmissione e attendo sempre le sue graduatorie di fatti accaduti. Mi piace tutto di questa trasmissione: il garbo, la gentilezza e l’educazione di Fazio (con l’equidistanza che cerca di mantenere, talvolta fingendo di bacchettare lei e Luciana)- la Lucianina per il suo umorismo e la libertà di concetti e “parola” e poi, dulcis in fundo le Sue analisi sociali e politiche, naturalmente dando il merito pure ai suoi collaboratori nella stesura delle graduatorie. Stasera, oltre al suo consueto umorismo, acutezza di giudizi e originalità degli argomenti pescati, che magari sfuggono al pubblico, compreso me, mi ha commosso quando ha parlato di persone in difficoltà e della solidarietà degli esseri umani che, pur avendo poche risorse cercano di aiutare il prossimo. Sì, stasera ha toccato tutte le corde dei nostri sentimenti, da quella comica, allegra, a quella triste e commovente. Complimenti a lei e i suoi collaboratori. Cercherò di non perdermi nessuno dei suoi chiarissimi commenti, che fanno le pulci ai potenti.
    Ma voglio approfittare di un argomento attualissimo. Amato nominato commissario per tagliare gli sprechi alla spesa pubblica. Non avevo capito che si trattasse del “Dottor Sottile”. Avevo stimato Craxi, avevo stimato Amato perchè mi sembravano persone che facessero gli interessi dei cittadini, dei più poveri, derelitti e diseredati. Ma a poco a poco mi sono ricreduto. Poi ieri ho appreso che Amato percepisce 32.000 Euro di pensione ed altri comensi che non venivano citati. Io sono un fortunato pensionato ex F.S., ho 64 anni, due figli e percepisco circa 1.700 Euro di pensione. Sono davvero un fortunato, ma anch’io devo fare i salti mortali per arrivare a fine mese. Ma desidero sapere: questi pensionati d’oro ed altri ex alti funzionari dello stato che pur percependo pensioni d’oro ricoprono molti incarichi, come il preside della facoltà di medicina di Roma, primario del reparto di oncologia che ricopre una decina di cariche prestigiose, che se ne fanno di tutti questi soldi in una età in cui i bisogni, i desideri, le esigenze sono molto limitate? E di conseguenza, l’On. Prof. Amato, visto che è stato nominato commissario per la revisione della spesa pubblica, perchè non comincia da sè stesso, rinunciando almeno a due terzi dei suoi emolumenti? Sarebbe un bellissimo esempio! E poi con soli, con appena 10.000 Euro morirebbe di fame. Cordialissimamente, rosario equizzi – Capaci

  3. Maria Adele nari says:

    Credo che la solidarietà sia da sempre l’arma migliore contro tutte le avversità che la vita può “offrire”. Cerchiamo di darle più “voce.
    Complimenti per il modo in cui avete condotto la puntata di ieri sera!!!

  4. Maurizio Cogliani says:

    Massimo, grazie di tutto.

  5. Daniela says:

    Esilarante come sempre e come pochi. Ci mancherai
    A presto

  6. GIANNI says:

    Buongiorno,
    Segnalo una replica al Suo punto 4, in merito all’autorità degli adulti, sul sito http://scuolalibertaria.blogspot.com/ che CHE La inviterei a leggere attentamente e magari a replicare.
    Buona giornata

  7. Rita O. says:

    E’ stata proprio una bellissima puntata, complimenti a lei e a tutto lo staff.
    Volevo chiederle il titolo del libro che lei ha consigliato prima di Fazio perchè l’audio non era proprio ottimale in quel momento essendoci la sigla. Grazie

  8. Renzo Palermo says:

    Sempre bravo Gramellini. Peccato non sia venuto quando lo abbiamo invitato a Roggiano Gravina per il suo libro che la nostra associazione Fides et Ratio ah letto lo scorso anno.. Grazie a lui e grazie a Arnaldo Greco. Sono più che d’accordo con lui, anche io darei 7 notizie, 6 Maradona e una di Cavani. Grande Napoli

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