Rai 3
5-Ho visto le immagini diffuse dalla guardia di finanza di Sanremo sugli abusi commessi dal personale della casa di riposo Borea ai danni degli ospiti, molti dei quali non autosufficienti. Sono immagini che riempiono di vergogna ogni essere umano. Infermiere e infermieri che prendono a gomitate i vecchietti sulle sedie a rotelle, li picchiano in testa, li insultano, li gettano sul letto e li svestono malamente, strattonandoli e sbattendoli. In quei gesti criminali si respira un odio verso i più deboli, verso chi non si può più difendere, che lascia sgomenti. Credo sia un odio contro se stessi, contro un lavoro vissuto come un’umiliazione da far scontare sadicamente alle vittime. Nel 2010 questa gente è riuscita anche a prendere 200.000 euro di contributo statale.
Quante Borea ci sono in Italia? La commissione parlamentare di Ignazio Marino farebbe bene ad avviare un’inchiesta in tutta Italia, perché non si può definire civile un paese dove i vecchi e i bambini sono sottoposti alle insidie impunite degli adulti.
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4-A proposito di vecchi. Martedì va in scena al teatro Franco Parenti di Milano lo spettacolo Sul concetto di volto nel figlio di Dio. La storia non proprio hollywoodiana di un padre che se la fa letteralmente addosso, e di un figlio che si occupa della sua pulizia corporale, alternando slanci di affetto a manifestazioni di rabbia per la miseria della condizione umana. Il tutto sullo sfondo di un ritratto di Gesù dipinto da Antonello da Messina. In una delle prime recite, anni fa, un gruppo di bambini tirava delle palle addosso al quadro di Gesù. In seguito il regista Castellucci ha eliminato la scena. Gli ultrà cattolici hanno inscenato una gazzarra a Parigi e ora minacciano di ripeterla a Milano. C’è stato addirittura un passo ufficiale del Vaticano per fermare la rappresentazione. E’ il famoso Effetto Masi: più agiti lo spettro della censura e più attiri attenzione sullo spettacolo che vuoi censurare senza averlo visto. Qui però siamo al teatro dell’assurdo: si censura qualcosa che non c’è più. Io sarei per censurare le vergogne che ci sono ancora. A Castellamare la processione del santo patrono ha sostato per dieci secondi in segno di omaggio davanti alla casa di un camorrista. Per protesta il sindaco si è sfilato la fascia tricolore. Ecco, se fossi un ultrà cattolico, mi sentirei più offeso dall’omaggio a un boss in nome di Gesù che da una pallina tirata da un attore contro un quadro.
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3- Quanto è rassicurante la continuità. L’anno scorso nel decreto milleproroghe i partiti si erano condonati le multe per i manifesti politici abusivi che imbrattano le città. Vi starete chiedendo, con un filo di preoccupazione: Non è che con questo clima di sobrietà, i partiti avranno cambiato abitudini? Vogliamo tranquillizzarvi: no. Se li sono condonati anche quest’anno. Così possiamo goderci con animo sereno la nuova entusiasmante campagna pubblicitaria del PD. Ecco il primo manifesto: abusivo. Doveva essere un’ideona per incuriosire la gente e domandarsi chi fossero Faruk, Serena, Claudia, per poi scoprire dopo qualche giorno, e qualche altro manifesto abusivo, che erano i volti dei militanti del PD. E’ stato un flop clamoroso. Purtroppo la gente che vota PD non è curiosa. O è curiosa d’altro. Lo si deduce dalle caricature subito apparse in rete. Vorrebbero conoscere la posizione de Pd sulle coppie di fatto, sulle missioni militari all’estero, sulla legge elettorale, sulla Tav. Visto che i dirigenti sono elusivi, forse ti toccherà invitare Faruk.
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2-L’Italia delle corporazioni ha accolto con entusiasmo il decreto governativo sulle liberalizzazioni: tassisti, notai, avvocati, benzinai e farmacisti si accingono a salutare la riforma agitando idealmente una palma d’ulivo a forma di forcone. Immagino la consegneranno ai parlamentari che da lunedì saranno impegnati a vanificare quel goccio di libertà contenuto nella timida riforma, che ha risparmiato petrolieri e treni locali. Una reazione particolarmente dura è venuta dalla categoria più penalizzata. L’unica davvero priva di appigli politici in Parlamento: Mediaset. Il governo ha inopinatamente deciso di bloccare per 90 giorni la concessione gratuita delle frequenze tv, in base a una curiosa teoria esposta da Monti: Non si concede un bene pubblico senza un corrispettivo per lo Stato. Secondo Mediaset sospendere un regalo significa sospendere la legalità. E giustamente, visto che per molti anni la legalità in questo Paese è stata un regalo. Un osservatore neutrale, Silvio Berlusconi, si è spinto ad affermare che, appurata l’inconcludenza di questo governo, alla fine dovranno richiamare lui. Che dire? Come risulta dalle intercettazioni, Berlusconi é spesso al telefono. Speriamo che, quando lo richiamano, trovino occupato.
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1-Il naufragio del Concordia a favore di telecamera è diventato una fiction. Con i due classici ruoli delle fiction, il capro espiatorio e l’eroe. Tutto vero. Ma anche troppo semplificato e umorale. Schettino è l’uomo nero: prima fa una manovra pericolosa per leggerezza, poi nasconde l’errore, infine scappa. Ma le sue colpe non dovrebbero oscurare quelle degli ufficiali che hanno abbandonato la nave con lui e adesso cercano di rifarsi una verginità alle sue spalle. E la pratica dell’inchino? La fanno passare per un suo colpo di testa per fare il bullo con un’amica. Mentre è diffusa da anni e addirittura teorizzata nei libri, senza che nessuna compagnia o autorità si sia mai sentita in dovere di sanzionarla. Quanto a De Falco, non è un eroe come troppi si sono subito affannati a definirlo. (Ma non lui, va detto). Invitando Schettino a tornare a bordo si è limitato a fare il suo dovere. All’italiana, purtroppo, e cioè sbraitando senza ottenere nessun risultato, perché a bordo Schettino non c’è tornato. Abbiamo perso il significato delle parole. Gli eroi sono quelli che mettono a repentaglio la loro vita per gli altri. De Falco non è un eroe, è una persona perbene. E in questo momento sono le persone perbene quelle che ci servono di più.

La frase della settimana
Siamo un Paese esasperante, spesso scoraggiante, quasi sempre dilaniato da emotività contrapposte e che potrebbe fare molto di più, come dicevano gli insegnanti alle nostre mamme.
Carlo Fruttero, 1926-2012

21 Gen 2012 alle 21:35 Massimo Gramellini

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  • Continuazione: i problemi assistenziali erano dovuti anche ad una incomprensione nella lingua, perché in queste strutture operano molti lavoratori stranieri. Purtroppo molto spesso sfruttati, con conoscenze linguistiche e tecniche scarse.Anche se non tutti.
    Comunque un camice bianco non fa diventare automaticamente infermieri, dai titoloni dei giornali si è sempre colpevoli di tutto. Spero che i giornalisti, si informino meglio prima di titolare a caratteri cubitali infermiere colpevole di…, per poi comprendere, ad esempio, l’addetto all’immondizia o simili.
    Cordialmente, Rosi.

  • Alt, si fa in fretta a dire infermieri. Purtroppo per l’opinione pubblica e soprattutto per i giornalisti, in una struttura sanitaria sono tutti o infermieri o medici. Invece no. Gli infermieri sono dottori in Scienze Infermieristiche, perché si prende una laurea per accedere a questa professione difficilissima. Comunque è scandaloso quello che è accaduto.Non si è umani nel fare queste mostruosità. Comunque nessuno si è accorto delle violenze? In alcuni casi, quando ci sono stati dei sospetti di comportamenti scorretti in alcune strutture sanitarie, io e l’equipe con cui lavoro siamo andati a fondo nella cosa, coinvolgendo assistenti sanitari, familiari,…. Ed erano solo problemi legati ad una carenza assistenziale, nulla di simile.

  • Come Graziella ho stima di Lei e la seguo sempre con attenzione. Non solo mi permetto di dissentire ma mi ritengo offesa per l’ennesimo episodio di semplificazione che coinvolge la professione infermieristica.
    Lungi da me sminuire l’orrore e la gravità di quanto avvenuto in quella struttura, la mia vicinanza a quegli anziani e alle loro famiglie.
    Resta il fatto Dott. Gramellini che non si fa un muon servizio ai cittadini gettando sempre fango su di una professione che ha sicuramente le sue manchevolezze, ma che non può sempre sopportare e portare le colpe indistinte di tutti, creando quel senso di sfiducia generalizzato nei confronti della Sanità e del servizio pubblico in particolare.
    Eppure nel nostro Paese ci sono tanti colleghi che svolgono bene il loro lavoro in silenzio e lontano dai riflettori e loro non sono mai eroi, anche se hanno spesso a che fare con la vita delle persone.
    Perché a nessuno verrebbe mai di scambiare un medico per un farmacista un biologo o un veterinario e viceversa?
    Perché ogni volta che c’è un episodio di malasanità che coinvolga personale “non medico” diventano tutti automaticamente infermieri?
    Mi aspetto delle scuse almeno da Lei

  • maurizio salerno

    ricordo male o “uscita di sicurezza” è un libro di ignazio silone ?

  • La stimo ma Mi permetta di dissentire per come è passato il commento relativo al personale coinvolto negli abusi della casa di cura di Sanremo. La notizia è terrificante, ma le faccio notare che il personale per lo più coinvolto non è personale infermieristico. Vorrei che almeno lei non scenda nello stereotipo. Sono infermiera da 30 anni e la invito ad approfondire la problematica di cosa voglia dire oggi essere infermiere in una società dove ormai esistono solo lavori di serie a (successo e potere) a discapito di quelli di serie b (servizio); dove la carenza cronica di personale è sulle spalle di chi continua a lavorare e ad assicurare servizi.Spero in un giornalismo che collabori a spostare l’asse da una malasanità di pochi all’obiettività del lavoro prezioso di tutti i giorni.

  • Domenico Saggese

    Riuscire a parlare di manifesti aubsivi senza paralre di chi ha denunciato ieri, l’altroieri e oggi, anche i suoi alleati richiede abilità chirurgica. Bravo

  • Le immagini della casa di riposo, oscurano indegamente il lavoro di migliaia di operatori che spesso diventanol’unico vero affetto di queste persone. Ed allora se è vero che non ci servono degli eroi , ci serve sentire la voce di De Falco che richiama all’ordine Schettino, così che chi ci guarda abbia netta l’impressione di non vivere in un paese di pavidi. Buona Domenica.

  • si si potrebbe sempre fare di piu, si. ma purtroppo si trova x ognuno 1 giustificazione. Anche in ambito cattolico 1 cardinale dice che il peccato veniale non è più considerato x chè molti si comunicano e nessuno si confessa.

  • Gentile Gramellini,
    mi trovo sempre in accordo con la sua lettura chiara e sempre incontestabile delle notizie della settimana, ma questa volta dissento apertamente in merito all’interpretazione dell’azione del Cap.De Falco. Anch’io ritengo che egli non sia stato un eroe e sono convinta che il suo comportamento autoritario sia stato profondamente deleterio e abbia aumentato la mancata collaborazione di un soggetto che doveva e poteva essere utile.
    Non escludo che talvolta sia necessario agire in maniera autoritaria: io sostengo che quello non era il momento di farlo. Non è l’azione autoritaria (o marziale, che dir si voglia) di agire attraverso ordini a portare i migliori effetti. Richiamare alle proprie responsabilità non deve tradursi in minacce o ordini gridati: meglio la condivisione.

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