James Ellroy: il monaco del Noir
racconti del camerino

Camerino d’Emergenza. Arriva accompagnato da Erika, la donna che lo distrarrà più volte nel corso dell’intervista in TV. Scende dall’auto in questo gelido fine pomeriggio di fine gennaio senza cappotto: solo una leggera maglia e un paio di jeans beige. Non ha affatto l’aria del pit-bull che pure ama tanto, sembra invece un allegro dromedario che avanza un po’ a ciondoloni e ogni tanto si ricorda di riassumere sembianze umane. Allora lo fa con un’aria improvvisamente seria e contegnosa che tuttavia lascia immediatamente spazio ad un largo sorriso di beata soddisfazione.

(ndr: qui sopra, il video dell’intervista in lingua originale)

Samantha Chiodini, l’autrice fra gli autori del programma, gli porge il benvenuto e lo fa accomodare nel Camerino d’Emergenza, quello che viene allestito quando il Camerino Rosso è occupato, Claudia Mori è l’altra ospite di questa sera.
James è innamorato come un ragazzino alla prima cotta. Scodinzola, fa il gigione, si raggomitola contro Erika sul divano e la vuole vicino vicino. Ogni tanto le sussurra una cosa all’orecchio e lei gli sorride.
Ellroy è un generoso: parla a ruota libera, subito, di tutto. Del suo libro, dell’Italia, del tour che affronterà nei prossimi giorni che lo porterà nei teatri di Milano, Genova, Torino, Bologna e Roma. Del racconto epico che gli è costato due anni di lavoro, delle cose serie e di quelle facete, della realtà e della fantasia, del credere e del dubitare del vivere costantemente sotto la minaccia della violenza e del riscatto che l’amore porta nella vita dei grandi criminali e di quelli da strapazzo. Guardandolo sembra impossibile che si tratti dello stesso uomo che avevo incontrato anni addietro in occasione del tour promozionale del secondo libro della sua Trilogia, Sei pezzi da mille. All’epoca era incontenibile: passava, con voli pindarici inenarrabili, dalla rabbia più esasperata alla più dolce manifestazione di affetto e comprensione per tutto il genere umano.

In pochi minuti mi dice che il suo nuovo libro descrive la speranza, la redenzione, l’espiazione e la Zeitgaist – il senso del tempo – che solo l’amore può dare.

James, ma hai scritto un giallo o una storia d’amore? Eh, eh, dice lui, se hai letto il mio libro ti sarai ben accorto che non si tratta più solo di un giallo, bensì di un folgorante romanzo che supera i generi, scavalca le barriere e i limiti dello stile, del ritmo e della suspence. In effetti, sai, il mio autore musicale preferito è Beethoven e se lui, già sordo, riusciva a comporre musica meravigliosa che non avrebbe mai potuto sentire, come faccio io a non impegnarmi al massimo per cercare di provocare lo stesso tipo di brivido di ammirazione con la mia scrittura? Io voglio il massimo!!! Voglio uno spartito da riempire con ritmi, accordi, pause, cascate di suoni, tutti assolutamente perfetti. E, per un lasso di tempo infinitamente breve,  torna a riemergere il bimbo a caccia di cioccolato che era anni addietro.
Speranza, speranza – mi dice – bisogna sperare nella vita! Vedi, io ho fatto un patto con il Buon Dio: dammi il tempo per scrivere altri 5 libri e sarò felice! Wow, ho 61 anni, sto bene, sono innamorato e mi sento pieno di vita, sento che ce la farò.
Ma che ti interessa James nella vita? E lui, sornione mi dice, bah non più di sei o sette cose.
Alcune non le riferisco, tanto ve le potete immaginare visto il tipo, le altre sono: scrivere, pensare, star per conto proprio e i cani. Barko il suo pit-bull defunto lo attende lassù, mi indica con il dito teso verso il cielo.

In quel preciso istante entra Fabio che lo saluta calorosamente e vuole sapere appunto chi fosse Barko. Ah, ma allora mi farà l’onore di abbaiare, gli chiede? Certo che sì, risponde James. Allora abbaio anche io, ribatte Fabio divertito, e facciamo abbaiare in traduzione anche Paolo. Ok affare fatto, dico, sarà la prova inconfutabile che traduco come un cane! O Signore – appunto – ma come si fa ad abbaiare dall’inglese all’italiano? Ma il dubbio lascia presto il posto alla piacevole prospettiva di giocare almeno per qualche secondo con uno dei più controversi autori contemporanei.
Ma chi è James Ellroy? Beh, se andate a rivedere il video dell’intervista (al link qui sopra in lingua originale!) , ebbene, vi accorgerete di quanta devozione riesca a profondere nel proprio lavoro, di quanta incrollabile fede abbia nel potere della parola e degli scritti, di quanto il suo impegno sia totale e ascetico, proprio come quello che un monaco affronta nel condurre la propria vita in convento. Sorprendente lato della sua personalità quello che lo porta a paragonare il proprio lavoro alla devozione a Dio. Un monaco.
Il monaco del Noir.

Paolo Maria Noseda

2 risposte a “James Ellroy: il monaco del Noir
racconti del camerino”

  1. Georgiana Mazzelli ha detto:

    ora ho capito il senso della gag del cane…

    Non so… leggendo i racconti dal camerino di Paolo, mi sto convincendo sempre più che dovreste riprendere le preparazioni all’intervista e gli incontri col traduttore…. chissà quanti siparietti “fuori dal coro”… che il pubblico amerebbe…

    Grazie comunque… di condividere con questa rubrica…

    GM

  2. nella ha detto:

    Un grande della letteratura, un personaggio straordianrio che ci ha fatto chiaramente capire tre cose—l’amore per la vita,l’odio per la morte,la passione per i cani…Ero una sua amica di FB e ne ero onorata perchè perderlo? Desisero averlo di nuovo amico!..voi ,onnipotenti, aiutatemi!

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