verba non volant (è proprio il caso di dirlo)
racconti del camerino

E’ proprio il caso di dirlo, stimato pubblico! Questa volta, dalla Panca dell’Attesa (io un camerino non ce l’ho) partono scuse sincere. Ben due telespettatori  (grazie, siete super-attenti) mi hanno scritto facendomi notare che ieri ho tradotto ‘corvi’ quando Paul Auster ha detto ‘sparrows’ (passeri) mentre descriveva ciò che si vede dalla sua finestra a Brooklyn. E’ vero, ho sbagliato! Vi chiedo scusa e scusa anche a Paul. Che volete, nessuno è perfetto. Mi dispiace e ne sono mortificato. C’è un motivo, anzi due:
1 – la vecchiaia che avanza, e
2 – riporto il messaggio che ho scritto stamane ai due telespettatori superattenti: Ieri, purtroppo abbiamo avuto problemi di audio in diretta. Eravamo in collegamento con New York City, dove c’era un ospite: quando ci sono canali satellitari, è sempre una scommessa per noi interpreti. Nonostante i nostri fonici in studio siamo bravissimi, Curzio poi fa miracoli, spesso i canali audio satellitari sono ingovernabili e si sovrappongono ed entrano prepotentemente sul nostro canale interno. Le interferenze sono comunissime. Non per nulla le traduzioni via satellite sono il terrore di chi svolge la mia professione. A un certo punto e proprio mentre c’era la diretta in studio con la traduzione, io ieri sentivo la pubblicità in onda dalla Rai Corporation, Fabio in diretta che parlava, Auster che rispondeva e un pezzo di sceneggiato di cui non saprò mai il titolo. Ovvio, no? Le interferenze sono sempre in agguato proprio quando non dovrebbero esserci, neanche a farlo apposta, come il telefono che suona quando sei sotto la doccia!
Che fare? Continuare con la voce presumibilmente calma a tradurre come se nulla fosse o dire in diretta: ‘Oh, un attimo, qui non sento più nulla!’  rovinando il lavoro di un’intera squadra di tecnici e facendo calare la tensione della trasmissione?
I nostri due ospiti Auster e Grossman desideravano giustamente avere la traduzione verso l’inglese del programma, perchè desideravano conoscere meglio Roberto ed erano costantemente collegati con la traduzione anche quando non in scena. Si è quindi dovuto provvedere a farli accomodare in una saletta ed effettuare un collegamento in più su di un canale speciale.
Da dove mi trovo non ho alcuna possibilità di avvertire se si fonde un fusibile o se il mio monitor fa cilecca. O peggio, come ieri, se sul mio canale audio entrano altre colonne sonore da altre fonti. Non posso, infatti telefonare in regia e parlare in diretta allo stesso tempo, il pubblico si accorgerebbe che qualche cosa non funziona. Allora, occorre fare buon viso a cattivo gioco. Naturalmente ho picchiato pugni disperati sul vetro iperinsonorizzato e credo qualcuno abbia capito che stava succedendo l’irreparabile. Praticamente Curzio mi ha salvato. Quando possibile, io faccio la lettura labiale, vale a dire traduco direttamente ciò che l’ospite dice guardando le labbra sul monitor. Il problema è che non sempre la telecamera inquadra il viso dell’ospite e quindi non sempre posso ‘vedere’ che cosa dice. Certamente non posso ordinare al regista di farlo solo per me.
Poi, in situazioni di simultanea vera, la voce degli interpreti non viene mai diffusa in studio ma esce su canali ad-hoc nelle cuffie di chi desidera ascoltare la traduzione. Da noi, invece, la mia voce esce in studio, io debbo ricordarmi di premere un pulsantino ogi volta che debbo “uscire” in italiano, e quindi mi ribecco nelle orecchie anche un pezzo della mia traduzione di ritorno che entra dai microfoni dei presenti mentre, naturalmente, l’ospite sta già dicendo altro. La definizione tecnica di questa specie di esercizio di funambolismo vocale è voice over e non simultanea, proprio per questa difficoltà in più data dalla mia voce di ritorno. Un pò come parlare mentre un’altra persona ti canta dietro le spalle.
Nella fattispecie, io ho sentito solo un ……ows e non c’era il viso di Auster sul monitor.
Sparrows?
Crows?
Ho pensato fossero crows… e ho sbagliato. Me ne scuso. Davvero, e capisco che faccia una differenza notevole.
Appena la nostra esperta di web, la carissima Elena, caricherà sul sito la clip video, andrò, come faccio sempre a risentirla. E sono sicuro che tutte le ceneri del famoso mercoledì non basteranno a mitigare la mia vergogna. A voi porgo le mie più sentite scuse e chiedo clemenza. Spero non me ne vogliate e mi fa piacere pensare che continuerete a seguirci, abbiamo bisogno delle critiche costrutive!!!!!”
Ecco le mie scuse, apologies direbbe Shakespeare che, lui, con la poesia delle sue parole non ha sbagliato mai.
PMN

10 risposte a “verba non volant (è proprio il caso di dirlo)
racconti del camerino”

  1. Mariangela ha detto:

    ti dimostri sempre un grande! nessuno di noi “comuni mortali” riuscirebbe a fare un lavoro migliore in quelle condizioni.

  2. paolo maria ha detto:

    mariangela, grazie! No era solo per spiegare che “non è tutto oro ciò che luccica!”. Un abbraccio, paolo maria

  3. Maddalena ha detto:

    Buongiorno Paolo Maria,

    il suo lavoro é complessissimo (fa bene a dettagliare le varie difficoltà, dato che noi del pubblico non ce le sognamo neppure)e sinceramente penso che Lei non si debba neppure scusare. Dopo tutto, lo sbaglio è minimo! Io non mi sarei neppure permessa di farglielo notare!! E comunque, come Lei dice bene, “nessuno é perfetto”!

    Con molta stima, porgo cordiali saluti.

    Maddalena (Grenoble – Francia)

  4. paolo maria - interprete ha detto:

    Cara Maddalena,
    Grazie per la sua attestazione di stima. Ma, sà, in un Paese dove non si scusa mai nessuno, forse scusarsi fà bene all’ego e anche all’onestà.
    Però, continui a seguirmi e sappia che i suggerimenti sono i benvenuti. Io e Elena Cenzato, la mia Web Mistress, stiamo cercando di fare in modo di fornirvi la disponibilità delle clip audio-video anche in originale!!! E, allora sì, aspetterò con ansia/gioa i suoi commenti!
    Un grande abbraccio!
    Paolo Maria Noseda – dalla Panca dell’Attesa di Chetempochefà

  5. ROSA ha detto:

    SENTI UN PO’ NOSEDA! CORVI PASSERI GABBIANI CONDOR RONDINI DRAGHI O QUALUNQUE ALTRO VOLATILE SIA. TU SEI E RESTI SEMPRE IL PIU’ GRANDE TRADUTTORE DI TUTTI! ALLA FACCIA DELLA FLORA E DELLA FAUNA INTERE!

  6. Nora ha detto:

    Stimatissimo, mitico Noseda!
    I professionisti come Lei si contano sulle dita di UNA SOLA MANO e pertanto ci vorrebbero valanghe di mails per complimentarsi con Lei, altro ché corvi o passeri. Anzi: come dice bene l’altra spettatrice,chi Le ha fatto notare la cosa ha perso una buona occasione per tacere. Coplimenti e auguri: La seguiremo sempre. Nora

  7. silvia ha detto:

    Accidenti…non avrei mai potuto immaginare la complessità estrema del tuo lavoro ( mi permetto di darti del tu perchè la tua voce gentile e garbata, dai toni e dal timbro rilassanti, mi comunica un senso di “amicizia “). Un grazie enorme per l’egregio lavoro , per l’umiltà, la simpatia e la grazia dei tuoi post che spero di poter leggere a lungo. Lo special su Roberto Saviano è stato un momento di grande televisione anche grazie alla tua abilità! Un abbraccio a tutti voi e , in special modo, a te.
    Silvia

  8. danza ha detto:

    dalla mia finestra ,quando vivevo a brooklyn ho nutrito passerotti , corvi e anche dei falchetti!
    percio’ paolo non hai sbagliato comunque! he!he!

  9. patrizia ha detto:

    Lei è stato bravissimo! mi dispice solo del fatto che – a parer mio – la bellissima seconda parte di trasmissione sia stata poco sottolineata rispetto alla prima, nel day after.
    Buon lavoro e Buona Pasqua

  10. Barbara ha detto:

    Solo oggi sono incappata in questo articolo, mentre girovagavo in rete alla ricerca di notizie sul fantastico traduttore di “Che tempo che fa” e voglio unirmi al coro di ringraziamenti per la tua professionalità, per la tua bravura e per la tua simpatia!
    grazie

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