il 21 marzo potrebbe anche non far primavera
racconti del camerino

Gentili tutti,
abbiamo uno strumento fantastico per sentirci, come dire, un poco più vicini: il sito del programma.
Allora, stimolato da una Web Mistress senza frusta e stivaloni neri ma dal sorriso irresistibile, mi sono detto: Perché non lanciare una rubrica che potesse far partecipare anche voi alla imprevedibile quanto imperdibile Vita da Camerino?
Luoghi generalmente angusti e financo un po’ polverosi, eccezion fatta per quelli dei veri super-Vip che beneficiano di cotillons, friandises e, se appartenenti al gentil sesso, un mazzo di fiori multicolori da portarsi a casa. Noblesse oblige… non proprio sempre, ma insomma.
Si dividono in – e vi prego di ricordare poiché sarà, questo ricordo, strumentale all’ubicazione dei miei racconti – quelli del Piano Terra, il Camerino Rosso e quelli dei Piani Alti, giustamente abbarbicati a non mi ricordo mai quale piano perché arrivarci è un viaggio. Chiedetelo al povero Bacharach che ha dovuto essere da me e da Donata – l’anima coordinatrice di un movimento di personaggi inusitato – caricato su di un montacarichi e fatto ascendere al suo Camerino del Piano Alto dove si è placidamente addormentato sulla poltrona del barbiere in attesa della sua indimenticabile esibizione di Alfie che mi ha fatto rotolare dagli occhi lacrime grosse come noci! Lui non canta più, lui sorride e abbozza una melodia che arriva direttamente al centro di quel muscolo incredibile chiamato cuore.
Regola d’oro per i frequentatori dei Camerini: bussare sempre prima di entrare!
Attendere e poi, ma solo davvero poi, entrare con un sorriso sulle labbra a portare anche la più ferale delle notizie.
Nei nostri camerini del Piano Terra esiste anche la Panca dell’Attesa, luogo mitico dove chi, come me, un camerino non ce l’ha siede in attesa del proprio ospite e, nel frattempo, chiacchiera, incontra, raramente si scontra, ma è capitato anche quello, con rappresentanti della più varia umanità. Un po’ come in tram, avete presente quelle panche lunghe lunghe di legno, sempre un po’ strettine per dei deretani di media consistenza e grandezza, ma tant’è, questo passa il convento.
Il Palazzo è proprio uno scrigno di meraviglie degli Anni che Furono: linoleum a terra, corrimani di legno, architettura Cinq-Sess-Sett tutta frammista e in geniali, quanto ahimè credo proprio casuali, accostamenti. Insomma, io spero non lo si restauri mai il Palazzo ed il suo contenuto: solo noi, intendo qui in Italia, possiamo essere depositari di tale meraviglia mass-mediatica!
Ai Camerini dei Piani Alti, anche la più banale delle azioni può trasformarsi in un distillato spettacolare: ricordo con piacevole sorpresa l’uscita verso la toilette di Kylie Minogue che è riuscita a trasformare una, ehm, necessità fisiologica in una scintillante passerella lungo tutto il corridoio con lei che danzava, ancheggiava, piroettava, saettava, ammiccava e si faceva la colonna sonora da sola, fino a sparire con un leggerissimo volteggio dietro la porta dei bagni delle signore. Wow, me lo debbo ricordare la prossima volta che sono in un Autogrill e mi scappa la pipì!
Il Camerino Rosso, ubicato proprio dietro lo studio, in effetti è il più prossimo al palcoscenico, e così detto dalla presenza di una fila di poltrone in finta pelle di un rosso psichedelico-accecante. Io consiglio sempre agli ospiti di non farsi mai fare una foto seduti lì, sbatte troppo in faccia! E’ un po’ come ‘l’ultimo miglio’, una volta che sei lì non scappi più! L’intervista è garantita.
Poi, ci sono i Camerini di Fortuna, quelli cioè che vengono allestiti all’ultimo in caso di ospiti Super-Importanti che non debbono o non possono stare nei Camerini del Piano Terra. E lì è tutto un corri a coprire con la pianta verde! Ma dove lo metto il tappeto? Un po’ obliquo? Che dici? E tutti a consultarsi, tutti a dire e consigliare, esprimere opinioni o dinieghi orripilati. Poi, in genere si finisce a ridere della paranoia da arredamento che, come una subdola sindrome influenzale, si appiccica a chiunque faccia capolino nell’allestendo camerino!
Beh, la prima storiella ve l’ho raccontata……ora, come in tutte le favole a lieto fine: stretta la foglia, larga la via, voi cliccate la vostra che io ho cliccato la mia!!!!
Paolo Maria Noseda

Una replica a “il 21 marzo potrebbe anche non far primavera
racconti del camerino”

  1. danza scrive:

    continua a scrivere.

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